8101

Il titolo del progetto è un numero. Numero di abitanti nella fattispecie, che assieme alla dislocazione geografica sono alcuni dei motivi per i quali San Sperate ha perso alcune caratteristiche e ne ha mantenute altre. Il fatto che non sia ne grande ne piccola ha fatto si che le cose siano come sono. 8101 è il numero progressivo della lista anagrafica del Comune di San Sperate nel corso dell’anno 2013 del sottoscritto. Vale a dire: quando ho cambiato residenza ero l’ottomilacentunesimo sansperatino in quel dato momento. Fermare la conta per un attimo e sottolineare il NUMERO ha una importanza simbolica: è importante FERMARSI e osservare, raccogliere, analizzare, riflettere. E’ il mio personale punto di vista, di un ciclista locale apparecchiofotografico-munito.

San Sperate è un centro culturalmente molto attivo. Sia in passato che al giorno d’oggi è stato artisticamente caratterizzato dai suoi muri, ladiri e murales, in senso più generico dal suo contesto ambientale. Questo progetto ritrattistico vuole focalizzare la sua attenzione sull’uomo: l’uomo è funzione dell’ambiente o è vero il contrario? Il background di juta usato negli scatti è un elemento artistico fortemente caratterizzante e il comportamento singolare della luce è diretta conseguenza della sua singolare tramatura. Il drappo di juta provocatoriamente vuole ISOLARE l’uomo dal suo contesto ambientale solito, vuole enfatizzare la sua essenza. La scelta del telo e della sua tramatura (texture leggibile, color ladiri, finitura grezza) è dettata dall’esigenza di mantenere un legame con il “posto”, con la terra.

Nonostante il grado di integrazione tra nuovi arrivati e popolazione autoctona sia spesso notevole, a San Sperate sono presenti due distinte popolazioni ben caratterizzate e facilmente individuabili. Entrambe le tipologie sono accomunate in una certa misura dall’attitudine all’uso della bicicletta. I soggetti provengono dalla strada e sono fotografati con tutta la loro autenticità mentre guardano in camera: lo scopo è stabilire un rapporto di comunicazione tra soggetto ed osservatore. La persona ritratta e la sua personalità vengono enfatizzate dalle luci scelte: labili e drammatiche. Ciascun set racconta più storie. E’ come se ci fossero tante tessere di un mosaico che ricomposte rendono perfettamente la costituzione del luogo e la sua composizione culturale. Soggetti e oggetti sono semplici e poveri, nonostante ciò la forza espressiva delle composizioni va ben oltre il mero interesse campanilistico: il progetto per forza espressiva, originalità degli approcci, luce e materiali utilizzati, ha un respiro più vasto. Gli oggetti che di volta in volta vengono affiancati alle biciclette contribuiscono a ricostruire la vocazione del territorio. L’interazione spaziale tra soggetto e oggetto tende al raggiungimento di un equilibrio dove nessuno degli elementi presenti è protagonista rispetto all’altro. Persone e bici al centro; per una volta ignorando la regola dei terzi.